Grana Padano, soddisfazione per i consumi esteri

Sono prudenti e allo stesso tempo ottimisti i vertici del Consorzio per la tutela del Formaggio Grana Padano davanti ai dati resi noti dall’Istat e relativi all’export di Grana Padano dei primi 11 mesi del 2013 (ovvero da gennaio a novembre). Ne emerge, infatti, un buon +5,87%, che arriva addirittura a +7% se ci si riferisce solo all’Unione europea (mentre per tutto ciò che è extra UE si parla di un +4%). Particolarmente incoraggianti sono i risultati ottenuti in Germania (dove infatti il Consorzio investe molto), che, con un export in crescita dell’8,5% e un totale di forme consumate in

un anno pari a 350.000 unità, si conferma come il principale importatore. Seguono gli USA con circa 160.000 forme annue e la Svizzera con quasi 140.000 forme. Molto bene anche l’Austria con un + 15% e la Spagna con un + 11% mentre fuori dalla UE risulta eccellente la performance della Russia (+25%) e degli USA e del Canada che insieme fanno un +4%. In Asia spicca invece il Giappone che registra un +8%. Per quanto riguarda l’Italia, invece, il consumo interno non registra le stesse performance dell’estero, mantenendo sostanzialmente invariati i dati. Il che è comunque un buon risultato visto il trend negativo dei consumi alimentari italiani.

È anche per questo che i vertici del Consorzio, pur non nascondendo la soddisfazione, preferiscono rimanere cauti e continuare a puntare sulla crescente qualità del Grana Padano che sta confermando l’eccellenza assoluta del prodotto, premiata dai consumatori di tutto il mondo. Come infatti confermano questi dati.