Consegna a domicilio digitale: cresce, ma agli italiani piace meno meno nel week-end

Se l’italiano non va al ristorante, il ristorante va al consumatore italiano. Cambiano le abitudini della pausa pranzo così come della cena: sono tutti in aumento i numeri dei vari servizi di food delivery digitale, che permettono di gustare i piatti del proprio ristorante preferito comodamente a casa propria se non addirittura sul posto di lavoro grazie a un servizio di pronta consegna basato su ordinazioni via web.

Pensiamo al vecchio e più tradizionale servizio di pizza a domicilio, certo, ma anche e soprattutto alla veloce diffusione di servizi come Just Eat, Foodora o Deliveroo. Quest’ultimo ha reso noto che è in atto un cambiamento nelle abitudini di consumo, una mutazione che sta guidando la crescita dei ristoranti partner del servizio. Secondo Deliveroo infatti gli ordini durante la pausa pranzo in Italia sono cresciuti dell’800%. Non solo: nel 2016  il 20% degli ordini mensili in Italia si è ricollocato nel periodo compreso fra il lunedì e il giovedì, in altre parole nei giorni tipicamente lavorativi.

Altre conferme arrivano da un secondo studio realizzato dall’Osservatorio Just Eat in collaborazione ICRIOS-Bocconi. Se da un lato Just Eat ha aumentato il numero di utenti del 50% raggiungendo la soglia dei 16 milioni, dall’altro la ricerca ha messo in evidenza alcune delle principali spinte che hanno guidato gli italiani all’utilizzo di questo sistema di food delivery.

Per il 74% del campione intervistato si ricorre a piattaforme digitali per variare cibo e ristoranti e per sperimentare le tradizioni culinarie di culture diverse (ma il primato degli ordini va ancora alla pizza). Inoltre il consumo di cibo con queste nuove modalità è diventato un momento di condivisione sui social network. Interessante la composizione dei ristoranti associati a simili piattaforme online: da marchi nazionali noti, fino a piccole e medie realtà del tutto indipendenti.