Nutri-score francese: levata di scudi da Confagricoltura e Coldiretti

Dure critiche sul sistema di etichettatura nutri-score francese arrivano da Confagricoltura e Coldiretti: il sistema “a semaforo” che classifica gli alimenti con cinque colori secondo il loro contenuto di ingredienti ‘buoni’ (fibre, frutta, verdura) o ‘cattivi’ (grassi, zuccheri) non piace alle due organizzazioni che, per bocca dei rispettivi presidenti, sono intervenuti sull’argomento.

«Non abbiamo bisogno di semafori in etichetta che sono fuorvianti per i consumatori. Esiste già l’etichettatura nutrizionale, frutto di accurati studi scientifici e garantita dall’approfondimento dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA)», ha commentato infatti il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti. «Il semaforo – dice Giansanti – porta a valutazioni sommarie ed errate. Non indicare le porzioni medie degli alimenti, ma esclusivamente il contenuto per cento grammi, come sottolineano gli esperti, confonde». E aggiunge: «Apprezziamo che anche il ministro per le Politiche agricole  Martina abbia subito espresso le valutazioni negative del nostro Paese al semaforo di Parigi. Avendo la Francia fatta ieri la comunicazione a Bruxelles c’è tempo per opporsi; in quest’ottica assicuriamo il nostro impegno alla task force del nostro governo sui semafori alimentari. Confagricoltura è favorevole all’etichettatura europea e quindi fortemente contraria a strumenti di tutela dei mercati interni. Si va così contro i valori dell’Europa».

Dello stesso tenore l’opinione di Coldiretti: «L’arrivo anche in Francia dell’etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti mette a rischio 4,2 miliardi di euro di esportazioni Made in Italy nel paese transalpino, secondo partner commerciale del nostro Paese, e rappresenta una deriva preoccupante rispetto alla quale l’Ue deve ora intervenire» Sempre secondo Coldiretti in questo modo «si mette in pericolo l’85% del Made in Italy a denominazione di origine (Dop) che la stessa Unione Europea dovrebbe invece tutelare e valorizzare». A essere bocciati dal semaforo rosso ci sarebbero, infatti, anche Grana Padano, il Parmigiano Reggiano e il prosciutto di Parma, fino simbolo simbolo della dieta mediterranea: l’extravergine di oliva.