Vino, birra e turismo: una strada da percorrere

Vi proponiamo due differenti spunti, entrambi capaci di aprire prospettive nuove e suggestive sulle tante vie possibili che l’Italia (ma non solo l’Italia) potrebbe intraprendere per creare una offerta turistica forte di alcune delle migliori e tipiche produzioni di bevande: il vino e la birra.

La prima notizia riguarda una proposta di legge dedicata proprio all’enoturismo. E’ stata presentata dal senatore Dario Stefàno alla presenza del viceministro alle Politiche agricole Andrea Olivero. Il testo è all’esame della Commssione Agricoltura di Palazzo Madama.

«L’enoturismo – ha affermato Olivero – è una grande opportunità, soprattutto per questo territorio, perché riesce a coniugare la bellezza dei luoghi con la grande capacità di produrre qualità ed eccellenze nel settore vitivinicolo. Il disegno di legge sul turismo del vino è una norma urgente, che può sostenere l’enorme sforzo fatto dai produttori in questi decenni e che ora deve essere portato a vantaggio delle stesse aziende ma anche del territorio».

«E’ un disegno di legge particolarmente efficace – ha aggiunto Olivero – perché sa indicare la strada dell’integrazione fra i diversi soggetti: questo è molto importante perché si tratta di far convivere la grande competenza del mondo enologico con la grande competenza del settore turistico».

La seconda riguarda invece i 674 micro-birrifici italiani, censiti dalla World Food Travel Association: «I nuovi dati della ricerca condotta dalla World Food Travel Association, parlano chiaro – spiega Roberta Garibaldi – : il 24% dei turisti intervistati è stato un turista della birra. Un dato che aumenta se si considerano i turisti provenienti da Cina, Italia, Stati Uniti e India. Il 16% degli intervistati mostra inoltre interesse a partecipare a un festival della birra, il 14% ha visitato un birrificio o percorso una strada della birra».

E nello stesso articolo si racconta anche di come Eugenio Signoroni, curatore della Guida alle Birre d’Italia e la Guida Osterie d’Italia di Slow Food Editore, abbia spiegato che «il turismo birrario sia un settore in sempre più forte crescita e di come possa rappresentare un’importante risorsa non solo per il futuro della birra, ma della promozione dei territori. Località minori meravigliose possono valorizzarsi turisticamente promuovendo i microbirrifici, e percorsi innovativi possono crearsi, legando l’esperienza birra ad esempio ai formaggi che la utilizzano nel processo produttivo».

Punti di forza che, se gardiamo ai territori italiani, non farebbero altro che moltiplicare il potenziale già straordinario di uno dei paesi più visitati e attrattivi al mondo per storia, cultura, paesaggi… e cucina, ovviamente!