Non c’è pace sulle etichette “a semaforo”

Continua il confronto sulle etichette a semaforo adottate prima nel Regno Unito e poi in Francia. Da un lato chi le promuove individuandone una funzione sostanzialmente positiva nell’educazione e nell’informazione alimentare per i consumatori, dall’altra chi accusa il sistema di disinformazione e distorsioni.

Fra i commenti contrari e più recenti va registrato quello di Giorgio Mercuri, presidente dell’Alleanza delle cooperative agroalimentari: «La qualità e l’indiscusso valore delle produzioni alimentari made in Italy – ha detto Mercuri secondo un articolo pubblicato da Italia a Tavola – vanno difesi da sistemi di etichettatura che veicolano ai consumatori messaggi fuorvianti, facendo leva solo su singoli parametri e su valutazioni astratte che non considerano i prodotti nel ruolo che essi rivestono nel più ampio riferimento al contesto generale di uno stile di vita quale quello mediterraneo».

Di parere differente è Stefania Ruggeri ricercatrice esperta di nutrizione e dieta mediterranea del Crea-Alimenti e Nutrizione, che nel corso di una intervista rilasciata a Il Fatto Alimentare spiega: «Il nuovo sistema di etichetta colorato è un passo avanti da esaminare con attenzione. La scienza progredisce proponendo ogni volta miglioramenti e il semaforo rappresenta un passo in avanti. Il semaforo è una novità anche se non è in grado di analizzare tutti gli aspetti nutrizionali e qualitativi di un prodotto, e nemmeno considerare la sicurezza come alcuni vorrebbero. I consumatori da tempo si orientano verso prodotti considerati migliori come quelli legati al mondo del biologico, oppure ottenuti nel rispetto del benessere animale (uova di galline allevate all’aperto). C’è anche molta attenzione verso gli alimenti arricchiti con ingredienti che offrono benefit nutrizionali. Per queste categorie di prodotti le persone sono disposte a pagare di più. Si tratta di una dinamica che secondo me verrebbe applicata anche ai prodotti con un’etichetta semaforo di colore verde o giallo».

Il dibattito sul nuovo sistema dell’etichettatura a semaforo sembra ancora molto lontano dal mettere d’accordo gli attori del mercato.