Meglio il vino, meglio italiano: come cambia il gusto dei britannici

La birra certo, ma anche il vino, meglio se italiano. L’ICE ha diffuso dati sul consumo dei vini italiani in Gran Bretagna che lasciano stupiti. Se da un lato l’attaccamento alla bevanda più popolare in Inghilterra, Scozia e Irlanda, la birra, non si discute, l’Italia conquista un posto di tutto rispetto nelle classifiche dei britannici.

Piace soprattutto il prosecco, piacciono le bollicine, tanto che il mercato britannico si conferma come  terzo sbocco mondiale per il vino made in Italy dopo Usa e Germania, con un valore annuo indicato per lo scorso anno a 763 milioni di euro. L’Italia ora supera la Francia con gli oltre 303 milioni di tonnellate di prodotto esportate l’anno scorso contro gli oltre 221 milioni australiani, i 189 circa francesi, i 135 spagnoli e i 111 milioni e ancora una piccola parte proveniente dagli Stati Uniti.

«Scorporando le cifre, si osserva peraltro un assestamento in leggero ribasso dell’export di vino ‘tranquillo’, al suo picco nel 2014 – annota l’Ansa -. Compensato tuttavia dal boom del vino frizzante (caro ormai a una vasta platea dei sudditi di Sua Maestà e non solo alla retorica di una Brexit tutta ‘rose e fiori’ sfoderata a più riprese dal ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson): un settore in crescita costante fino a rappresentare il quintuplo delle forniture di champagne e quasi a eguagliare nel 2017 il valore economico di mercato delle costose bollicine francesi».

Non è tutto perché l’ICE registra anche un aumento dell’interesse e della popolarità della cucina italiana e più in generale della cucina mediterranea.