Fipe: il lavoro nei pubblici esercizi è donna!

Sono 461.127 le donne che secondo Fipe, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, sono impegnate nel settore dei pubblici esercizi, ovvero il 52,1% del totale. La maggior parte (222.651) lavora in ristoranti, mentre ben 146.343 sono le donne impegnate nei bar. A seguire le mense e i catering (56.849), quindi il settore che si occupa di pasti preparati, stabilimenti balneari e discoteche. Oltre la metà delle lavoratrici, è a part time (69,2%) e a tempo indeterminato (77,3%) e compresa in una fascia demografica fra i 20 e i 30 anni (32,5%). Il 79% è di nazionalità italiana.

La ristorazione, insomma, è donna. Fipe rende merito al volto femminile del fuoricasa all’italiana premiando le donne che con il loro lavoro valorizzano l’eccellenza enogastronomica del nostro Paese in tutto il mondo: dal bar alla ristorazione, senza dimenticare il mondo del vino e della comunicazione. Ecco i nomi delle premiate:

Cinzia Ferro, Bartender e founder Estremadura
È una tra le più famose barlady del Paese, e con il suo gioiellino, L’Estremadura Cafe, ha portato l’arte del bartending sul Lago Maggiore. Cinzia Ferro ha iniziato lavorando prima come cameriera, poi come barista: la passione e la curiosità l’hanno portata ad approfondire il mondo della mixology e a diventarne una indiscussa protagonista.

Angela Frenda, Food Editor de Il Corriere della Sera
Storica giornalista de Il Corriere della Sera, nel 2012 diventa protagonista della nascita del “sistema food” del quotidiano di via Solferino, che è diventato così il primo quotidiano italiano ad averne uno. Oggi Angela Frenda è food editor e, oltre a gestire le narrazioni della web serie “Racconti di Cucina” sul quotidiano, ha scritto tre libri, “Racconti di Cucina”, “La cucina felice” e “Ricette per Natale” (Corriere della Sera e Rizzoli). Nel 2017 ha vinto Il Premiolino per la diffusione della cultura alimentare.

Roxana Roman, barista e co-proprietaria del Roxy Bar di Roma
Trentaquattrenne di origine romena, è barista e co-proprietaria, insieme al marito, del Roxy Bar di Roma, ma, soprattutto, è un esempio di civiltà e resistenza alla criminalità. A seguito di un’aggressione all’interno del suo bar, che ha coinvolto anche una donna disabile, Roxana ha trovato il coraggio di denunciare gli aggressori seppur appartenenti al clan dei Casamonica. Nonostante le ripetute intimidazioni seguite alla sua denuncia, Roxana non ha mai fatto un passo indietro ed ha portato avanti la sua battaglia. Grazie alle sue denunce tre criminali sono stati arrestati e il bar è diventato un simbolo di resistenza civile.