Special Beer Expo 2019, cosa bolle in pentola?

Si è avvicinata alla birra, quando il suo allora fidanzato – oggi suo marito – ha invitato, proprio lei che non si era mai avvicinata ad una pinta, a bere qualcosa nella sua birreria preferita; e ne ha fatto poi una professione, dedicandovi le sue competenze di giornalista e conseguendo il diploma di Biersommelière alla Doemens Akademie di Monaco di Baviera. Chiara Andreola, giornalista, blogger e biersommelière, è la curatrice delle degustazioni guidate di special Beer Expo – la sezione de Il BonTà, salone cremonese delle eccellenze enogastronomiche, dedicata alle birre. Ci siamo fatti raccontare da lei alcune anticipazioni sull’edizione 2019.

Chiara, che bilancio traccio dei primi due anni di Special Beer Expo sotto il profilo degli eventi?

Devo ammettere che nella prima edizione, nel 2017, mi sono scontrata con sfide notevoli. Sostanzialmente si trattava di rivolgersi ad un pubblico che per la maggior parte non arriva a Il BonTà in cerca di birra artigianale, ma di enogastronomia in senso lato: per cui coinvolgere le persone nelle degustazioni spesso significava andare letteralmente ad invitarle mentre passeggiavano tra gli stand. Quindi nella seconda edizione ci siamo chiesti, al di là della frase fatta, come trasformare questo punto di debolezza in un punto di forza: abbiamo così affiancato a degustazioni “tradizionali”, in cui al centro c’era la birra, abbinamenti con showcooking – ad esempio con la pizza gourmet di Antonio Pappalardo de La Cascina dei Sapori, uno dei più promettenti giovani pizzaioli italiani. L’accoglienza è stata molto positiva, e in particolar modo proprio da parte dei “neofiti”: a chiedere di saperne di più e a recarsi poi agli stand erano spesso persone al loro primo approccio con la birra artigianale, sorprese nell’aver provato un prodotto nuovo e nell’averne colto le potenzialità a tavola. Per questo intendo lavorare ancor di più in questa direzione, che si è dimostrata essere quella giusta, così da far arrivare a quanti più birrifici espositori possibile questa “onda lunga” di visitatori stimolata dagli eventi.

Che cosa aspettarci quindi quest’anno?

Sicuramente, come dicevo, potenzieremo l’integrazione tra le birre e gli altri prodotti gastronomici presenti: penso non solo agli showcooking, ma anche agli accostamenti con i numerosi prodotti della tradizione italiana esposti in fiera – dai formaggi ai salumi. Non vorrei comunque trascurare anche una componente dedicata più propriamente alla degustazione, che dia occasione sia di capire come approcciarsi ad una birra a chi non lo avesse mai fatto, sia a chi già ne sa qualcosa di saperne di più.

Quali sono a tuo avviso le ragioni per cui un birrificio dovrebbe partecipare a Special Beer Expo?

Ai birrifici che mi chiedono com’è Special Beer Expo, dico: non venite cercando la classica fiera della birra, in cui andare semplicemente a spillare birra ad un pubblico di appassionati. Ce ne sono già tante in Italia, di cui alcune che fanno molto bene il loro lavoro, per cui non avrebbe nemmeno senso andare a replicarle. Venite se cercate un contesto non “di massa” in quanto a birrifici presenti, in cui unire il vostro prodotto alle tante eccellenze gastronomiche dell’Italia, presentandolo agli operatori di settore e ad un pubblico che va oltre quello degli intenditori di birra. Cosa che peraltro trovo essenziale se, come da più parti si invoca, la birra artigianale deve uscire dalla sua cerchia – ormai non più così ristretta, ma comunque limitata rispetto al grande pubblico – ed entrare a pieno titolo nella ristorazione.