Gli italiani e la cucina al tempo del coronavirus, il 53% prepara in casa quello che acquistava fuori

È stato pubblicato in questi giorni un sondaggio della Doxa per verificare come sono cambiate le abitudini alimentari quotidiane degli italiani al tempo del Coronavirus.

L’indagine ha coinvolto un campione di 600 partecipanti alla Community Doxa Roamler – panel in crowdsourcing di Doxa – da cui è emerso che il 73% degli intervistati non ritiene uno spreco il tempo trascorso forzatamente a casa, ritenendolo invece un momento di maggiore condivisione famigliare anche da un punto di vista alimentare. Un orientamento molto interessante, soprattutto se si tiene conto che l’83% del campione oggetto dell’indagine era composto da persone di età compresa tra i 26 e i 50 anni, fascia di età molto attiva e dinamica e per questo ritenuta poco incline a coltivare hobby particolari come può essere la cucina. Invece, il sondaggio ha rilevato che il 46% degli intervistati ha aumentato il tempo passato ai fornelli e addirittura il 17% ha dichiarato di averlo molto aumentato: il 46% ha dichiarato di realizzare le solite ricette, il 18% ha dato libero sfogo alla fantasia e alle sperimentazioni culinarie e il 15% ha perfezionato alcune preparazioni.

Per il 29% degli intervistati il tempo dedicato alla cucina rappresenta un modo per trascorrere le giornate e il 18% lo interpreta come la possibilità di prendersi cura della famiglia gustando insieme i piatti preferiti. In buona sostanza, la cucina costituisce una valida opportunità per tutelare il benessere psicofisico e più nello specifico il 12% degli intervistati ritiene che attraverso la preparazione dei piatti si evita di pensare ai problemi, mentre il 16% è convinto che contribuisca ad aumentare le proprie difese immunitarie grazie all’utilizzo di ingredienti sani.. Il 53% degli intervistati ha dichiarato infatti di preparare in casa cibi che generalmente venivano acquistati già pronti. In questo segmento il 74% prepara pizze e focacce, il 65% si dedica alla preparazione di torte, il 50% al pane e il 33% i biscotti. Per il 28% la scelta va alla pasta fresca mentre il 22% si dedica ai dolci.