Col lockdown gli italiani si dedicano ai prodotti da forno: a marzo più vendite di farine e prezzi su del7%

L’hanno definita “tendenza antistress” ai tempi del coronavirus. Stiamo parlando del fai da te culinario delle famiglie italiane per i prodotti da forno. Il dato è infatti emerso dalla rilevazione dei prezzi all’ingrosso effettuata dalle Camere di commercio elaborata da Unioncamere e Borsa merci telematica. Nel mese di marzo infatti, rispetto a febbraio, i prezzi delle farine hanno registrato un balzo di +7% mentre la semola si è fermata a +2,4. In aumento anche i prezzi delle uova, cresciute del 4,2% rispetto a febbraio e del 17,7% su base annua. Una domanda in crescita, destinata al consumo domestico, che ha compensato la massiccia riduzione delle vendite destinate alla ristorazione, tant’è vero che per farine e sfarinati per uso domestico i prezzi a marzo hanno registrato rispettivamente +5,8% e +17,8%. Diversa invece la tendenza per i prodotti freschi che hanno incassato una forte contrazione come il latte fresco, -14% rispetto al precedente mese di febbraio; male anche i formaggi stagionati, -3,6% su febbraio e addirittura -17,1% rispetto al mese di marzo 2019. Sostanzialmente stabili i prezzi per l’olio d’oliva, mentre in calo quelli del burro: -4,1%. Stabile anche il comparto dei vini -0,2, che però nel segmento di maggior pregio risente negativamente della chiusura dei ristoranti.