Gli italiani riscoprono la territorialità e i prodotti locali nella spesa alimentare

Il Report Cia-Nomisma dedicato al “Ruolo economico e produttivo dell’agroalimentare italiano in tempo di Covid19 e scenari di lungo periodo” ha messo in evidenza numerosi e interessanti aspetti corredati da dati numerici su cui occorre fare delle riflessioni.

Durante il lungo periodo di lockdown infatti, la ricerca della territorialità e di prodotti locali è diventata centrale nella spesa degli italiani. Circa 6 consumatori su 10 ritengono importante che i prodotti alimentari da portare in tavola siano a km zero; per il 62% è ugualmente cruciale che un prodotto alimentare sia tipico e/o legato a una specifica zona, mentre per il 58% che sia realizzato da piccole aziende del territorio. Anche la spesa solidale, quella legata a iniziative benefiche, ha incassato l’interesse del 47% dei consumatori, mentre il 36% ha usufruito delle consegne a domicilio.

Ma, secondo lo Studio condotto da Nomisma, al di là degli impatti generati dal lockdown e dai conseguenti cambiamenti, esistono altri fattori che nel lungo periodo avranno rilevanti ripercussioni sul sistema agroalimentare italiano. Il principale è l’invecchiamento della popolazione, che misurata sul totale di quella maggiorenne passerà dal 26% attuale al 38% prevista nel 2050. In base a questa prospettiva, i consumatori italiani prevedono che tra 10 anni i consumi di verdura aumenteranno del 49%; quelli della frutta del 47% e dell’olio di oliva del 6%. Diminuiranno invece quelli legati ai consumi di pasta: -23%; carne (-32%); salumi (-45%). L’evoluzione dei redditi e le relative differenze di approccio all’acquisto/consumo rappresentano le variabili che peseranno nella definizione del modello di consumo futuro. Se nel carrello dei consumatori con redditi alti non mancano frutta secca e vino – rispettivamente il 56% e il 55% li acquista regolarmente a fronte del 48% e del 47% di chi ha redditi medio-bassi – questi ultimi ricercano soprattutto uova e ingredienti con farine o burro: rispettivamente 82% e 77% li acquista regolarmente contro il 79% e il 74% dei redditi alti.

Il BonTà, Salone delle eccellenze enogastronomiche del territorio, in programma a CremonaFiere dal 13 al 16 novembre prossimi, rappresenta il luogo ideale per scoprire e approfondire la conoscenza delle tipicità del territorio, soprattutto in momenti come quello che stiamo vivendo, in cui sembra spesso prevalere da parte del consumatore il desiderio di tornare alle origini delle produzioni agroalimentari. Quelle di qualità.