Più risorse per il rilancio del canale Horeca, le chiede Federalimentare

“Ogni settore deve fare i conti con la propria storia e non quella degli altri. Se è vero che il trend semestrale di produzione del food&beverage segna solo una variazione tendenziale del -3,3% a fronte del -18,3% dell’universo manifatturiero, questa discesa, per un settore resiliente come il nostro, rappresenta la peggiore degli ultimi decenni”. Lo afferma Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare. “È innegabile che i consumi del Paese stiano cambiando e non in meglio – puntualizza in una nota – Dati alla mano, le vendite dei discount alimentari crescono al passo tendenziale del +7% mostrando una tendenza al risparmio dei consumatori che era già emersa negli ultimi anni e che ora è diventata evidente. La preoccupazione è che la discesa del target dei prodotti di eccellenza si consolidi nel tempo, portando a uno stabile cambiamento di costume”. Secondo Vacondio l’abbassamento qualitativo dei consumi è parte di un grande problema che risiede nella perdita di redditività. “Se vogliamo vincere le grandi scommesse che abbiamo davanti dobbiamo giocare, e bene, dobbiamo giocare la carta dell’export che da tempo rappresenta l’unico driver di sviluppo dell’industria alimentare. L’altra riguarda l’horeca, che richiede uno sforzo ben maggiore. Il comparto della ristorazione infatti ha visto stanziate risorse che non riteniamo sufficienti – ha proseguito nella nota Vacondio – Pensiamo infatti ci sia bisogno di almeno 1,5 miliardi di euro se si vuole tenere in piedi questo segmento produttivo e il turismo enogastronomico. Più che di finanziamenti si tratterebbe quindi di veri e propri investimenti con conseguenze positive su tutte la filiera: dai produttori al consumatore finale che vorrebbe dire coinvolgere il Paese e ai suoi consumi interni”.