Report Ismea-Nielsen, forte crescita dei consumi domestici nel primo semestre dell’anno

Secondo l’ultimo Panel Ismea-Nielsen pubblicato nei giorni scorsi, nel primo semestre di quest’anno l’effetto Covid-19 sulla spesa domestica degli italiani ha visto aumentare i consumi del 9,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Si tratta dell’incremento maggiore degli ultimi dieci anni con i prodotti a largo consumo confezionato a farla da padrone seguiti dai freschi con un aumento rispettivamente del +11,1% e del +4,7%.

Nello specifico, le uova hanno registrato un +22% con alcune settimane in cui si è toccato la percentuale del +50%. Tra le carni fresche, che in generale hanno incassato un +10,5%, quelle avicole hanno beneficiato dei maggiori acquisti soprattutto nella prima fase del lockdown per un aumento dell’11,8% nelle vendite e del +7,4% nei volumi. Per le carni bovine la crescita in termini di vendite è stata del 7,8% e del 5,1% per i volumi, anche se la chiusura del canale Horeca ha penalizzato molto la destinazione di numerosi tagli: non va infatti dimenticato che nel solo mese di aprile le macellazioni sono calate del 15% e le importazioni del 13%. Analogo discorso vale per il comparto delle carni suine che a fronte di un aumento delle vendite del 16,5% (volumi a +6%) le macellazioni sono diminuite del 20% e l’import del 18%. Nel segmento dei salumi gli affettati confezionati hanno registrato un +18,4% mentre le vendite al banco non hanno superato un modestissimo +0,8%. In particolare i salami e il prosciutto crudo sono le produzioni che hanno registrato i maggiori incrementi: rispettivamente +16% e +16,8%.

Nel comparto dei trasformati lattiero-caseari sia i formaggi fusi che quelli confezionati hanno registrato un buon andamento: +18,4% e +5,5% favorendo una crescita generale dell’11,5%. In particolare, riscontri molto positivi sono arrivati dai formaggi duri con un +10,6% e ancora meglio da quelli freschi: +17,7%. Il latte a lunga conservazione ha incassato addirittura +13% mentre quello fresco è andato in controtendenza con un -1,3%. In crescita infine gli acquisti di yoghurt: +7,4% dopo che nel 2019 non si era andati oltre a un +0,2%.