Al via la raccolta delle olive, previsto un calo del 22% rispetto al 2019

Il clima particolarmente caldo di queste ultime settimane ha di fatto anticipato in Italia la raccolta delle olive. Le previsioni legate alla produzione di olio extravergine d’oliva non sono particolarmente positive e indicano un calo intorno al 22%, dovuto agli effetti del cambiamento climatico e della Xylella. In pratica, secondo Coldiretti, verranno raccolti circa 287 milioni di chili rispetto ai 366 milioni della campagna targata 2019. Nel nostro Paese le aziende agricole specializzate in olivicoltura sono oltre 400mila e ben 43 le Dop di oli extravergine, a cui si aggiungono 4 Igp, 250 milione di piante e 533 varietà di olive: un patrimonio che rappresenta il più grande tesoro di biodiversità al mondo.

Secondo Coldiretti, il calo produttivo di quest’anno si associa purtroppo al pesante contraccolpo che il comparto ha subito a causa dell’emergenza sanitaria, i cui effetti si sono abbattuti sul crollo delle vendite dovuto alla chiusura del canale horeca, che per l’olio made in Italy rappresenta uno degli sbocchi più importanti. Nondimeno, la pandemia si riverbera anche con la necessità di garantire una raccolta sicura rispettando scrupolosamente le norme antiCovid.

“A incidere sulle imprese olivicole italiane è stato anche il crollo del 44% dei prezzi pagati ai produttori, che sono scesi ai valori del 2014 – sottolinea in una nota Coldiretti – I pericoli però arrivano anche a livello internazionale dalla diffusione di sistemi di etichettatura fuorviante, discriminatori e incompleti, dal traffic light inglese al nutriscore francese che finiscono per mettere il bollino rosso su alimenti sani e naturali a vantaggio di altri prodotti di cui in alcuni casi non si conosce nemmeno la ricetta”.