Export agroalimentare 2020 per Cremona e provincia: ad eccezione di alcuni settori i numeri sono negativi

Il Centro di ricerca per lo sviluppo imprenditoriale dell’Università Cattolica di Piacenza, in collaborazione con Assoindustriali, ha realizzato un report sull’export agroalimentare di Cremona e della sua provincia relativo al secondo trimestre del 2020.

Purtroppo, causa la pandemia da coronavirus, i dati non sono confortanti.

Fatta eccezione dei prodotti da forno, che hanno incassato un incremento del 13,1%, il settore ha lasciato sul tappeto il 18,8% su base congiunturale. Pertanto tutti segmenti produttivi hanno dovuto registrare una contrazione. Il comparto lattiero-caseario è quello che ha sofferto di più ed è quello che caratterizza il territorio: le esportazioni sono diminuite sia su base trimestrale: -16.8%; che annuale: -21,1%.

Confrontando il primo semestre dell’anno a livello provinciale con quello nazionale i dati non si discostano di molto. L’unica differenza riguarda le categorie che da gennaio a giugno 2020 sono cresciute di più. Cremona e provincia hanno incassato un +43,3% nel settore della carne e dei lavorati; un +29,2% nei prodotti amidacei; un +25% nella frutta e negli ortaggi e un +7,5% nei dolci.

Riguardo le importazioni cremonesi provenienti dall’Europa il valore arriva all’89,4% e secondo le stime di Confindustria Cremona, l’ultimo trimestre del 2020 e il primo del 2021 rappresenteranno il banco di prova per le aziende alimentari del territorio. Non va comunque sottovalutato il contributo che imprenditori e lavoratori hanno saputo dare al settore in un momento tanto difficile e delicato come quello legato al lockdown e alla pandemia.