Vendemmia 2020, l’Italia si conferma primo produttore mondiale

L’ultima stima condotta da Ismea, Assoenelogi e Unione italiana vini, elaborata quasi a fine operazioni di raccolta 2020, rileva una produzione complessiva di vino e mosto di 46,6 milioni di ettolitri, con un a flessione del 2% rispetto ai 47,5 milioni di ettolitri dello scorso anno. Il lieve calo rispetto alle prime stime di settembre posiziona l’attuale vendemmia al di sotto della media degli ultimi cinque anni. Il decremento comunque non è omogeneo in tutte le regioni italiane. Nelle zone del Centro e del Sud Italia l’andamento climatico ha prodotto i maggiori effetti e i cali arrivano a segnare addirittura un -21% in Toscana e un -20% in Sicilia, mentre il Veneto, anche grazie ai nuovi impianti, e tutto il Nord del Paese registrano una produzione nella media del quinquennio.

L’Italia in ogni caso mantiene la sua leadership di primo produttore al mondo davanti alla Francia e alla Spagna che hanno comunque registrato degli incrementi produttivi sulla raccolta 2019. Per la Francia i quantitativi prodotti dovrebbero superare di poco i 44 milioni di ettolitri (+4% rispetto al 2019) mentre la Spagna incassa 37 milioni di ettolitri con un +11% sullo scorso anno. A livello mondiale la produzione complessiva è prevista a 258 milioni di ettolitri, con un solo +1% rispetto al 2019. Molto diversi i risultati tra i due emisferi. Abbiamo infatti un +5% nell’emisfero Nord e un -8% nell’emisfero Sud dove Argentina, Australia e Cile hanno registrato a dati ormai consolidati una produzione rispettivamente a -17%, -11% e -13%.