Stop ai dazi USA: un segnale positivo per l’agroalimentare italiano e l’export

La sospensione di quattro mesi dei dazi imposti nell’export europeo verso gli Stati Uniti, a causa della disputa Airbus Boeing, fa tirare un sospiro di sollievo all’agroalimentare italiano e suggerisce spiragli positivi per una questione che era iniziata sotto i peggiori auspici con il governo Trump.

Riparte così il dialogo fra USA ed Europa e in Italia le principali associazioni e i Consorzi commentano la decisione, resa nota dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

Un segnale positivo in un momento particolarmente difficile per la nostra economia” – commenta così Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, la sospensione per 4 mesi dei dazi relativi alla controversia Airbus–Boeing. “Un elemento di distensione che speriamo possa diventare permanente: gli Stati Uniti rappresentano per l’industria alimentare il secondo mercato a livello mondo e questa sospensione vale per il nostro export in USA 500 milioni. Ecco perché l’interruzione dei dazi rappresenta per l’industria alimentare una battaglia vinta” dice Vacondio.

Quella dei dazi è, per l’industria alimentare, una delle grandi battaglie a livello europeo. A questa, si aggiungono tutte le altre che vedranno come protagonista nei prossimi mesi il nostro settore: dalla sostenibilità, alla Farm to fork e fino ai sistemi di etichettatura. Temi centrali in cui l’Europa, insieme al nostro governo, avrà un grande peso” conclude il presidente di Federalimentare.

Un cambiamento di passo atteso e necessario che apre nuove prospettive” così Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, commenta la sospensione reciproca per 4 mesi dei dazi fra Usa e Europa, una guerra commerciale che aveva un impatto globale di circa 11 miliardi.

Gli Usa sono il nostro primo mercato di esportazione fuori dall’Ue e si avviano a diventare il primo assoluto, l’export italiano in quel Paese infatti vale quasi 5 miliardi di euro con una crescita record di oltre il +6% anche nel 2020 e la sospensione di dazi e contro-dazi mette al riparo oltre mezzo miliardo di Made in Italy”. Parliamo principalmente di formaggi di eccellenza Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi, cordiali e liquori come amari e limoncello le cui esportazioni negli Stati Uniti risultavano gravate da tasse del 25%. “Non possiamo che tirare un sospiro di sollievo per una decisione che ci auguriamo permanente – afferma il consigliere delegato di Filiera Italia – anche per contrastare una piaga, quella dei cibi tarocchi, che in USA si attesta sui 20 miliardi di euro, quasi 4 volte il vero Made in Italy”.

Speriamo che questo sia il primo passo di una nuova stagione di collaborazione non solo fra l’Ue e gli USA – proseguono da Filiera Italia – ma che rimetta al centro i rapporti e gli accordi multilaterali che oggi con un commercio mondiale sempre più interconnesso devono prevalere su accordi regionali da cui l’Unione europea  ha solo da perdere”. E conclude Scordamaglia “Solo gli accordi multilaterali possono armonizzare gli standard dei prodotti evitando barriere non tariffarie altrimenti ineliminabili, l’ultima amministrazione americana è stata il principale nemico di un approccio multilaterale speriamo che il presidente Biden recuperi adesso tale visione”.

La sospensione di 4 mesi dei dazi conseguenti alle dispute riguardanti Airbus-Boeing comunicata dal presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, va nella direzione più volte auspicata da Unione italiana vini. Si tratta di una rinnovata cooperazione transatlantica indispensabile per l’economia italiana e per le imprese vitivinicole, dipendenti dal mercato USA per 1.6 miliardi di euro”. È il commento di Paolo Castelletti, segretario generale di Uiv, all’annuncio della tregua commerciale Ue-Usa.

La “ventata di aria fresca”, così definita dalla presidente, rappresenta tutta la volontà di Europa e Usa a collaborare su più campi, in primis sulla pandemia e la produzione e distribuzione di vaccino, unica strada per far ripartire l’economia, le imprese e quindi anche le attività del mondo del vino.

I dazi Airbus vigevano da 18 mesi: un arco di tempo lunghissimo per il vino europeo e per l’agroalimentare italiano che ha sofferto tasse aggiuntive e la spada di Damocle del carosello che, ogni sei mesi, minacciava di abbattersi come una scure sul vino italiano.

C’è soddisfazione per la sospensione di 4 mesi sull’applicazione dei dazi introdotti nel 2019 su molti prodotti originari della UE, fra i quali gli aperitivi e i liquori italiani, frutto dell’incontro di ieri tra la Presidente della Commissione Europea e il Presidente degli Stati Uniti.

Finalmente una buona notizia – commenta Micaela Pallini, Presidente del Gruppo Spiriti di Federvini – e naturalmente si tratta di un primo passo.  Ci auguriamo davvero che questa tregua temporanea di 4 mesi possa trasformarsi in un accordo che superi la disputa Airbus – Boeing, sulla quale tra l’altro il nostro Paese non c’entra assolutamente nulla”.

Durante l’applicazione dei dazi sui liquori e cordiali italiani, l’export italiano negli Stati Uniti, che negli ultimi anni aveva visto un crescente successo di vendite e consensi, è crollato del 40%, un duro colpo per il comparto che rappresenta decine di marchi storici italiani. I dazi sono inoltre arrivati quasi in contemporanea con l’esplodere della pandemia che ha fortemente depresso i consumi interni.

Ha piovuto sul bagnato: il crollo dei consumi fuori casa, le restrizioni alla socialità in tutte le sue dimensioni, l’arrivo dei dazi americani e i contraccolpi commerciali causati dall’entrata in vigore della Brexit sono stati un duro colpo per decine di medie e piccole aziende italiane del comparto – continua Pallini – che rappresenta tra l’altro uno dei marchi storici e iconici della liquoristica italiana.”

Ci auguriamo che questo primo segnale rappresenti l’inizio della ripresa e che il nuovo clima coinvolga anche il dossier su alluminio ed acciaio, anche quello gestito con l’applicazione di dazi.  importante che il Governo italiano continui l’intenso lavoro fatto per favorire l’accordo tra Unione Europea e Stati Uniti, mentre per il mercato nazionale chiediamo un impegno a sostegno dell’export, l’abrogazione del contrassegno e almeno un temporaneo sollievo delle accise sui nostri prodotti”.

Misure che, in attesa di una possibile ripresa delle attività per la prossima estate, rappresenterebbero un aiuto concreto a una filiera fondamentale per l’economia italiana.

Sul fronte interno riteniamo indispensabili misure a sostegno della ripresa di quella che ci piace chiamare la filiera dell’ospitalità e della socialità, legata a quella cultura del cibo e delle bevande che rappresenta la nostra migliore tradizione mediterranea – conclude Micaela Pallini”.

Federvini è l’organizzazione italiana di riferimento dei principali produttori e importatori di vini, liquori, acquaviti e aceti, nata nel 1917 e aderente a Federalimentare e Confindustria. Scopi della Federazione sono la rappresentanza degli interessi del settore nelle sedi nazionali e internazionali e la promozione dei valori che il settore esprime nella qualità della produzione, nella sostenibilità, nei rapporti con i territori, nella cultura della socialità e della convivialità, nell’educazione al consumo consapevole.

Da tempo aspettavamo un cambio di rotta nei rapporti fra Usa e Ue che la nuova amministrazione Biden aveva già fatto intuire. Ci avevamo anche puntato inviando alla Casa Binaca una forma di Grana Padano Riserva decorato con il tricolore e la ‘Stars and stripes’. Ma non ce lo aspettavamo in tempi così stretti per la diplomazia, ad appena quaranta giorni dall’insediamento. Siamo estremamente soddisfatti“.

Così Stefano Berni, Direttore Generale del Consorzio Tutela Grana Padano, commenta l’accordo tra il presidente Usa Joe Biden e l’Unione Europea con cui sono sospesi per 4 mesi i dazi aggiuntivi che per un anno e mezzo, per scelta del suo predecessore Donald Trump e come ritorsione sul caso Airbus, hanno fortemente penalizzato l’agroalimentare e l’industria europei, colpendo duramente eccellenze come il Grana Padano DOP. Sarà così possibile subito tornare ad esportare negli States senza l’aggravio che dal 18 ottobre del 2019 faceva lievitare del 25% i costi di ingresso.

I dazi pesavano per un quarto del prezzo dell’export verso gli Usa, che per il Grana Padano DOP toccava 160mila forme – sottolinea Berni -. Con questa intesa, per quattro mesi si sono tolti i dazi su 65 milioni di prodotto, pari ad oltre 16 milioni di euro che non saranno così aggiunti e pagati da buyer e consumatori“.

Da Oltreoceano arrivano già le chiamate degli importatori. “I nostri partner commerciali negli Usa stanno già chiedendo più prodotto – conclude Berni -. Essendo inoltre un formaggio stagionato, il Grana Padano DOP può essere stoccato negli Usa in modo da creare una riserva se, nell’eventualità che non ci auguriamo, dopo i 4 mesi di sospensiva si ritorni ai dazi“.

Il Consorzio Tutela Formaggio Asiago punta sulla ripresa dei flussi internazionali e plaude alla sospensione dei dazi USA che, dall’ottobre 2019, gravavano l’export della specialità veneto-trentina verso gli Stati Uniti col 25% di tariffe aggiuntive. Nel nuovo clima di fiducia, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago prosegue anche la sua azione di sviluppo con un articolato progetto di promozione e valorizzazione in Giappone, a partire dal 9 al 12 marzo, con la partecipazione a Foodex Japan, la principale fiera dell’agroalimentare del Paese.

Il formaggio Asiago DOP è stata tra le specialità casearie più colpite dall’introduzione dei dazi USA. L’annuncio della sospensione dell’aumento del 25% delle tariffe, apre una nuova fase di sviluppo nel primo mercato di esportazione della tipicità. “Ringraziamo la Commissione Europea per questo importante traguardo – afferma il Presidente del Consorzio Tutela Formaggio Asiago, Fiorenzo Rigoni –  e ci auguriamo ora l’avvio di un costruttivo dialogo con l’amministrazione Biden”.

In USA, l’azione di promozione e tutela del Consorzio è da sempre molto attiva. Nel solo triennio 2017-2019, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago ha puntato a rafforzare la riconoscibilità delle caratteristiche distintive del prodotto d’origine, in contrapposizione con i prodotti denominati “comuni”, ovvero generici, realizzando un progetto UE di grande successo: “Uncommon Flavors of Europe” (Sapori d’Europa unici), che ha coinvolto 2,4 milioni di americani. Nel contempo, il Consorzio ha continuato un’intensa azione di tutela, a presidio della legalità, con vittorie in azioni legali contro tentativi di registrazioni e usurpazioni, garantendo quei consumatori che cercano la qualità italiana e quell’unicità che il solo prodotto DOP testimonia e rappresenta nel mondo.

Il Consorzio si rafforza anche nei mercati asiatici, a partire da una nuova partecipazione a Foodex, la principale fiera dell’agroalimentare in Giappone. Dal 9 al 12 marzo, Asiago DOP sarà presente nel Padiglione Italia curato dall’Agenzia Ice (Hall 5, Stand 5C00) per incontrare buyer e visitatori e illustrare le sue caratteristiche uniche. Il percorso promozionale continua il 19 marzo con l’incontro “100per100 Italian Talks”, dedicato all’export Made in Italy nel Giappone post-covid, tramite cui il Consorzio testimonierà i successi dell’incisiva azione di valorizzazione della produzione veneto-trentina e le future sfide.

La nuova iniziativa promozionale si inserisce in un percorso avviato dal Consorzio di Tutela fin dal 2012, con l’ottenimento della registrazione dei diritti di proprietà intellettuale e le successive vittorie legali contro diversi tentativi di usurpazione. Dal primo febbraio 2019, con l’entrata in vigore degli accordi internazionali, Asiago DOP gode del pieno riconoscimento in Giappone e, grazie alla costante attività di valorizzazione e promozione del Consorzio, nei primi undici mesi del 2020, le vendite sono aumentate del 194% a volume rispetto al 2019. A conferma dell’importanza di questo mercato, dove l’Italia è il nono paese fornitore per importazione di formaggi, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago avvierà, nel 2021, il piano triennale di promozione co-finanziato dalla UE del valore di oltre 4.700.000 euro, dedicato a promuovere e valorizzare la specialità in Giappone, Corea del Sud, Cina e Vietnam.

Dopo l’entrata in vigore degli accordi UE-CINA, il rinnovato clima di collaborazione con gli USA e la fattiva tutela in Giappone degli ultimi anni, il rafforzamento della presenza di Asiago DOP nei mercati asiatici – afferma il Direttore del Consorzio, Flavio Innocenzi – si inserisce in una strategia complessiva di ampliamento dell’export in paesi dall’alto potenziale. Puntiamo ad un’azione di promozione e tutela del Consorzio unita a quella commerciale dei soci esportatori per permettere di cogliere interessanti opportunità nel medio termine.”

 

Fonte: https://www.horecanews.it/stop-ai-dazi-usa-un-segnale-positivo-per-lagroalimentare-italiano-e-lexport/