Il BonTà 2018 sulle orme della tradizione: si riscopre il gusto di “Cacciagione e Animali da Cortile”

Ogni piatto, ogni gusto, racconta di storie, culture, tradizioni e paesaggi. il BonTà, fedele alla propria natura di esploratore del tempo e dello spazio della grande cucina italiana, anche quest’anno decide di tornare sulle tracce del patrimonio alimentare locale scegliendo “Cacciagione e Animali da cortile” come tema portante e filo conduttore del nuovo concorso curato dal giornalista gastronomico Osvaldo Murri.

L’invito – quello di riproporre, rileggere o inventare piatti a base di cacciagione o animali da cortile – è stato rivolto ai tanti ristoranti che si trovano sull’asse del Po, da Torino fino a Ferrara. Una sfida che, insieme a un forte richiamo alla tradizione, non esclude ma anzi valorizza la capacità di innovare e l’abilità nel proporre soluzioni originali.

«Lo scopo di questa edizione – spiega Murri – è quello di recuperare piatti e prodotti della cucina locale, anche dal punto di vista culturale: il senso della caccia e dell’allevamento di animali da cortile, come parti importanti di una antica tradizione alimentare. Il pensiero va ovviamente al nostro passato, alla caccia come pratica che permetteva di avere cibo in tavola e animali da cortile come sussistenza per le famiglie».

Ogni serata – dopo la votazione di una giuria composta da giornalisti specializzati e da commensali – decreterà un solo piatto vincitore: il piatto più votato entrerà di diritto nel novero di quelli selezionati per l’evento. I cuochi e gli chef selezionati in questi mesi nel corso delle serate di degustazione sui territori saranno poi chiamati a presentare al Bontà, lunedì 12 novembre 2018, il piatto della tradizione locale: in palio ci sarà il premio “Tradizione che Bontà”.